Scopri come riuscire ad avere un “Piano D” nella vita, grazie al potere della gratitudine

INTERVISTA A DANIELA DE MARTINO per la Rubrica della Gratitudine

Daniela, una piccola presentazione di te e della tua professione

 Il mio nome è Daniela ma sono sempre stata Dani per tutti, oggi, Dani be good, questa è infatti l’identità data al mio attuale lavoro:

sono un piccolo essere alieno di un metro e ottanta con tanta voglia di crescere, ancora, ogni giorno.

Alieno perché son riuscita a sfidare tutto e tutti per far delle mie passioni un lavoro:

fotografia, disegno, illustrazione sono i miei strumenti supportati dall’attitudine a creare storie e far nascer fiori, lì, dove il terreno sembra esser meno fertile…

…Un vulcano di idee in piena eruzione, con gli occhi ben aperti sulla bellezza e su ogni forma d’arte, svolgo uno dei lavori più belli al mondo

In sintesi, sono visual designer.”

Ma questo lavoro, creato su misura per me, è nato da pochi anni.

 

Quando devo raccontarmi, inizio dagli ultimi sette anni perché la vita di prima non mi rappresenta più.

Forti e spiacevoli cambiamenti avvenuti mi han portato alla luce la mia vera personalità e così solo dopo i 30 anni ho scoperto quale fosse la mia vera strada.

 

Unico punto fermo, però, è rimasta la foto”mania”

(dico di esser fotomane più che fotografa perchè l’occhio continua a prevalere sulla tecnica).

Solo dopo è arrivato l’interesse per la grafica, ancora dopo, per il disegno/illustrazione.

 

Da poche settimane ho iniziato a render pubblica la mia evoluzione, dopo un anno di duro lavoro (che in realtà dubito finirà mai) ad un progetto, il più caro, che si chiama

“Il Piano D – A life Attack” in cui, semplificando, racconto come da un foglio ormai bianco, vuoto, sia riuscita a ridisegnare la mia vita, come, da attacchi di panico sia passata a veri e propri attacchi di vita e come abbia imparato a rialzarmi.

Oggi questa è diventata la mia specialità (senza mai nominare la parola “panico” nè “ansia”, non sono una psicologa nè un coach, metto al servizio l’esperienza di anni di vita molto molto molto faticosi e le soluzioni trovate).

 

Ad aiutarmi in questa impresa è stato il visual design, la curiosità, la creatività e alcuni punti di riferimento presi dal passato.

Non ho relegato il passato in un angolo, o, in un cassetto, bensì l’ho assunto e oggi è al mio totale servizio!  

Attenzione! in senso positivo.

 

Tanti altri progetti sono in cantiere e non vedo l’ora di poterne parlare e lavorarci.

La tua storia di gratitudine?

Ho iniziato a praticare nel mio piccolo la gratitudine da quando ho capito che alzarmi all’alba mi dava forte energia, e poi quando mi son resa conto che quei piccoli rituali a cui dedicavo, con costanza, un paio di ore ad ogni risveglio,

mi stava migliorando la vita e facendo fare passi avanti.

Istinto naturale il mio, rinforzato dal sostegno di alcuni mentori.

E’ come se stessi seguendo le briciole di Pollicino, ogni giorno ne trovo una o più (da anni) attraverso le parole scritte su di un quaderno, i fogli pieni di tratti di grafite che vanno a sostituire quelle parole quando non ci sono, la luce della candela e quella dell’alba…la fotografia del mattino che segna un nuovo giorno.

La preghiera.

Ogni giorno quel passetto avanti va ad unirsi agli altri fatti, piano piano sembra venir fuori un disegno meraviglioso.

Hai presente quel giochino dell’enigmistica, il più semplice di tutti, in cui devi unire i puntini?

Ecco, quando hai i puntini con già un numero a darvi un’identità è più semplice… nella vita non è così, ma accade senza che neanche ce ne accorgiamo.

Tutte le esperienze che rivivo guardando il sole e rendendo grazie, a quanto pare, erano e sono collegate ad un filo invisibile, che mi ha portato ad essere la persona che sono oggi.

Mi auguro continuerà ad accompagnarmi verso quella che voglio diventare, perché ora so, che, se voglio, posso, posso ancora migliorare, ho iniziato a prenderci gusto!

E questo è il primo più grande motivo per cui esser grati, perché continuo ad accogliere e superare tante sfide, cadendo e rialzandomi velocemente, perché ormai sono capace di sopportare un dolore che non va più via, l’ho accettato, ho imparato a conviverci, lo trasformo in energia positiva e costruttiva…perché possa servire a qualcosa e, credetemi, serve.

Questa la mia più grande conquista, motivo dei miei più veri e sentiti sorrisi!

Come nasce la scelta di dedicare tanta attenzione alla gratitudine?

Hai presente quando un bimbo di pochi mesi piange e tu provi a capire di cosa possa aver bisogno, poi, magari lo prendi in braccio, ti guarda intensamente, smette di piangere…aveva bisogno di un momento di “sicurezza”, di quelle braccia, di amore.

Dev’esser dura venire al mondo.

Ecco, purtroppo ho rivissuto da adulta questa sensazione, mi sono sentita molto sola e…svuotata, smarrita. Avevo disperatamente bisogno di sentirmi al sicuro…e quando, da sola, ho scoperto come fare, avevo il sole davanti, era appena spuntato e spontaneamente l’ho guardato e con le lacrime agli occhi ho detto “grazie” semplicemente….”grazie” perché la sensazione provata in quel momento fu molto simile a quella dell’abbraccio di una mamma (almeno credo, non ricordo molto di quando ero piccola) e mi ha dato una forza incredibile.

D’allora, ogni giorno, si ripete questo miracolo, tranne quando piove, ma lì, viaggio con l’immaginazione, scatto qualche foto in più e molte volte riesco a sentir lo stesso effetto.

La mia scelta di gratitudine rinasce ogni giorno insieme al sole, insieme a me.

Hai ricevuto qualche ispirazione particolare?

La vita e tanti mentori mi hanno dato sempre ispirazione.

C’è una frase che mi ha insegnato Alice Bush, una delle mie mentori,   che ripeto ogni giorno ed è la seguente:

 

“Sono grata per tutto ciò che ho… accetto tutto ciò che non ho e creo attivamente tutto ciò che desidero”.

 

E poi, la sua morning routine è stata ulteriore stimolo per continuare con determinazione a far lo stesso anche quando sono molto stanca.

Da un po’ di tempo, infatti, riascolto ogni giorno le parole che accompagnano un suo video in cui racconta della sua morning routine perché è come se parlassi io e sentirle ripetere mi aiuta a tenerle ben ferme nella mia testa, nel mio cuore, a ricordarmi il motivo per cui sono in piedi, così presto, ogni mattina e per cui sono grata.

Qual è il valore aggiunto che la gratitudine ha conferito alla tua vita? In cosa hai percepito maggiore cambiamento?

Mi lamento di meno, questo è certo.

Ho sempre ascoltato troppo il mio corpo ribelle, sono fibromialgica e somatizzo tanto (questa emotività me la porto sin da bambina).

I miei dolori si spostano su e giù per il corpo e vanno a fermarsi nei punti più deboli…prima mi lasciavo abbattere da un mal di testa.

Ora ci convivo, si, convivo anche con quest’altra forma di dolore, mi ricordo di respirare ogni tanto, più albe, più foto, più musica, più colori…più momenti di pace e gratitudine, più sorrisi e meno antinfiammatori .

 

Le attenzioni verso me stessa sono cambiate, sono più benevole, mi voglio più bene, mi perdono se sbaglio e quando proprio non ci riesco, mi arrabbio con il foglio…scrivo.

Scrivo ascoltando musica e, alla fine, quando riesco a ritrovare la mia pace, finisce sempre con un “sono grata…” perché anche questa volta ce l’ho fatta!

Quali sono state le eventuali difficoltà?

Suggerimenti per superarle.

Le difficoltà sono state e sono ancora tante, pronte ad attaccarti ogni giorno!

Questo accade soprattutto quando, per troppo tempo, sei stata abituata ad agire in un determinato modo ed io per tantissimi anni ho agito “lamentandomi” senza risolvere, “scappando” senza affrontare, “arrabbiandomi” con gli altri e solo ‘dopo’ con me stessa, senza esser consapevole delle mie responsabilità.

 

Oggi quella parte di me si ribella quotidianamente, un giorno in più un altro meno, ma piano piano la sto addomesticando, la musica è cambiata, deve accettarlo anche lei.

 

Questi momenti di guerra tra la vecchia e la nuova me, li affronto con “momenti di riposo”… “stacco”, mi prendo una pausa, esco, cammino (sempre ascoltando musica)…oppure smuovo energia sistemando i miei spazi, infine dono alle mie passioni un po’ di tempo in più e, l’indomani, ricomincio! Un bel respiro, scrivo di quanto accaduto, ringrazio per avermi dato la forza e la pazienza di sopportare un altro momento di esitazione, insicurezza.

 

Un’ultima cosa che suggerisco di fare è andare a ripensare ai propri piccoli successi.

Ad esempio, ho terminato gli studi da grande, mi mancavano solo 3 esami, rimasti li per anni nascosti dietro l’abbandono dell’università.

Il primo, più grande, scoglio che ho dovuto superare dopo quel periodo di standby.

 

Quando arrivano le battute d’arresto, che m’impediscono di sentirmi pienamente grata, vado a riguardarmi le foto della laurea, anche lì i dolori non mi abbandonarono, ciò nonostante riesco a risentire quella forza e l’emozione che provai per esser finalmente riuscita a tuffarmi da quello scoglio.

 

Da allora tutto ricominciò a vivere.

 

Ricordare quei momenti aiuta tantissimo!

Cosa pensi delle persone che riescono a coltivare la gratitudine?

Penso che abbiano una marcia in più, sono persone che hanno il coraggio di mettersi in gioco, di riconoscersi e riconoscere, riescono a vedere e andare oltre…hanno occhi per tutti, non solo per se stessi ed io sto molto bene in loro compagnia.

Penso che queste persone siano tutte collegate, scoprirle è ogni volta una grande emozione!

Siamo come angeli che cercano un sorriso, lo conquistano e lo donano

La tua personale definizione di gratitudine

La gratitudine è un dono che ci è stato dato insieme alla vita ma che va coltivato per poterne usufruire.

Vuol dire “Riconoscere e riconoscersi” e senza questo strumento diventa molto complicato vivere in tempi così difficili.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Ti ringrazio Anna Katia, sei una piacevole scoperta!

Ti ringrazio per avermi dato l’opportunità di riconoscere ancora una volta il percorso fatto e per aver potuto condividerlo con voi.

Un’altra anima connessa alla mia, un altro specchio in cui potermi rivedere, un altro mentore che sono certa mi darà tanto.

Be good! Siate buoni con voi stessi.

Dani

 

CONTATTI

Dani Be Good – The art of restart (di Daniela De Martino)

Su FB: Dani Be Good – Emotional e Visual Design 

https://www.facebook.com/DaniBeGoodRestArt/

Sito under construction.

E-Mail: info@danibegood.com

 

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