Perchè provo profonda gratitudine verso mia nonna?

In molti mi hanno chiesto il motivo per cui ho specificato il nome della nonna Maria nella parte del libro dedicata ai ringraziamenti.

Innanzitutto se fosse ancora su terra nella dimensione fisica, di sicuro avrebbe inventato lei ( e non io)  l’hastag #ringraziaesorridi e

sarebbe diventata protagonista sui social in poco tempo.

Era un esempio, col sorriso sempre pronto da donare a chiunque incrociava il suo sguardo.

 

LA VITA CHE NASCE DA UN INCENDIO

Nei suoi occhi, nella profondità di quell’azzurro-cielo, si celava il suo dolore per la tragedia che le aveva portato via la casa e,

soprattutto due figlie adolescenti.

Tante volte avrei voluto chiederle come aveva fatto a superare quella triste tragedia…

ma non ne ho mai avuto il coraggio e l’ho ammirata in silenzio per questo.

 

Una notte di agosto di sessant’anni fa, un incendio aveva devastato quella umile famiglia contadina.

Forse un mozzicone di sigaretta gettata distrattamente (sarà forse per questo motivo che ho sempre odiato le sigarette e non ho mai voluto fumare)

da cui era divampato  l’incendio.

Vero che possiamo volgere un imprevisto a nostro vantaggio e trasformarlo in una occasione di crescita

(ne ho parlato nel mio primo articolo sul blog della collana “Se solo potessi”)

ma credo che questa sia una prova davvero molto dura per chiunque.

 

La nascita di mia madre è avvenuta proprio in seguito a questo episodio:

all’epoca il dottore, come soluzione alla tristezza e alla desolazione,

suggerì ai miei nonni di rinascere con una nuova vita in casa.

Da lì è nata anche una parte di me. E’ nata la donna che poi sarebbe diventata mia madre.

Avrei potuto dimenticarlo?

 

LA RESILIENZA

E’ da quando ho conosciuto il significato della parola resilienza,  

definita come “la capacità di adattarsi al cambiamento e far fronte in maniera positiva a eventi traumatici”,

che non smetto di pensare all’esempio che nonna Maria mi ha fornito negli anni ed ho voluto così, nel mio piccolo, farle una dedica particolare.

In particolare, ho voluto ringraziarla per aver trasmesso alle sue figlie ed ai suoi figli il forte senso  e valore della famiglia, giunto anche a me per il tramite di mia madre.

 

IL RAPPORTO FIGLIA-MADRE

Nel mio percorso di vita, attraversando le varie fasi di rapporto genitori-figli, spesso anche conflittuali,

ho imparato che la “famiglia dei balocchi” non esiste.

Esistono delle persone che sono legate da affetto e amore reciproci che si comportano cercando di fare del loro meglio

 “con i mezzi  e le risorse che hanno”.

 

C’è voluto un bel po’ tempo per me, in qualità di figlia,

per metabolizzare che i genitori sono persone normali,

non eroi, con i loro difetti e i loro pregi, con i lori successi ed i loro fallimenti.

Giungere a questo punto di consapevolezza mi ha aiutata a esternare la mia gratitudine,

a prescindere da tutto e da tutti i conflitti, anche naturali, che avevo vissuto nel rapporto con i miei genitori.

 

Infatti, nel libro ho dedicato un intero giorno di gratitudine alla madre (ed  anche al padre e agli altri componenti della famiglia)

                                                                     La parola più bella 
                                                                     sul
le labbra del genere umano è mamma, 
e la più bella invocazione è “Madre mia”. 
E’ la fonte dell’
amore, della misericordia, 
della comprensione, del perdono. 
Ogni cosa in natura parla della madre.

(K.Gibran)

 

 

 

Riporto dal libro:

Nella vita attraversiamo varie fasi in cui consideriamo i nostri genitori come degli eroi,

quasi infallibili, pensando che non ci faranno mai soffrire.

Poi, inevitabilmente scopriamo che sono umani con le loro debolezze,

e che commettono degli errori e a quel punto  ci sentiamo traditi e offesi…

…Nel tempo mi sono resa conto che, anziché ringraziare per ciò che mi donavano,

li avevo giudicati senza cuore e criticati, senza andare oltre…

…Ho voluto innanzitutto ringraziare col cuore la mia mamma per essere stata sempre presente nella mia vita e

per avermi resa libera da tanti condizionamenti e per aver fatto ogni sforzo per crescere insieme a me,

tanto che ancora adesso cerchiamo di condividere nuove esperienze insieme, quando possiamo.

Mammona nel senso che le sono profondamente grata per il dono della vita.

Anche la vita stessa è un dono

 

Ogni uomo può essere padre.

Ci vuole una persona speciale per essere un papà.
(Anonimo)

 

            …Ammetto di aver avuto per molti anni un rapporto

abbastanza conflittuale con mio padre ma nel tempo ho capito meglio la sua posizione.

            La pratica della gratitudine mi ha aiutata a migliorare il mio modo di relazionarmi anche con lui.

GRAZIE papà!

 

Soprattutto perché,

quando mi aiutavi con la matematica,

continuavi a dirmi “per ogni problema, c’è una soluzione! Rifletti, fai le prove e trova la soluzione!”.

Allora non capivo che la matematica è come la vita…”

 

GLI EFFETTI DELLA GRATITUDINE

Vero è che ognuno ha il diritto di crescere e maturare la propria capacità di adattarsi e ai cambiamenti e più si allena,

meglio è.

La gratitudine diventa così anche una specie di “acceleratore” del processo, in quanto riconoscendo un valore anche ad un evento negativo

(nel caso del rapporto genitori-figli, immagino  una incomprensione, una negazione di qualcosa),

si trasforma in una occasione di crescita:

in fondo, senza quell’evento, magari non ci sarebbero state magari conseguenze positive o

l’occasione di mettersi in discussione per mettere alla prova le proprie capacità.

 

Trovi il mio metodo 3T, per imparare a coltivare l’arte della gratitudine, nel  libro “ Dillo con un grazie e sii felice” a questo link.

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Grazie, grazie, grazie

Anna Katia Di Sessa

Dillo con un Grazie e Sii Felice Anna Katia Di Sessa Dillo con un Grazie e Sii Felice
Come coltivare l’arte della gratitudine per costruire la tua felicità ogni giorno
Anna Katia Di Sessa

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