La parola dell’anno: come riconoscerla e perchè?

In questo articolo  desidero partire parlarti di

  • come la parola dell’anno ha avuto una straordinaria influenza positiva nella mia vita,
  • raccontarti brevemente cosa è
  • svelarti i motivi per cui quest’anno sono passata dalla parola dell’anno alla definizione dell’anno, grazie alla mia figlioletta e ad una delle sue passioni

 

Cosa è la parola dell'anno?

Come in America, anche  in Italia ormai si è diffusa l’abitudine di dedicare un po’ di attenzione nei giorni a cavallo tra la fine del vecchio e l’inizio del nuovo anno per trovare una parola di ispirazione.

Parola che accompagni poi per tutto l’anno.

Da quando il tema della gratitudine è entrato nella  mia vita, fino a farmi sentire una vera e propria “messaggera di gratitudine”, non ho mai più abbandonato questa parola.

E mi è stata di ispirazione e continuerà ad esserlo.


Vuoi conoscere anche tu cosa è “la parola dell’anno” e come funziona?  

Senza pretendere di essere esaustiva, posso dirti che è uno strumento di crescita personale che ti ispira tutto l’anno e rappresenta in modo molto sintetico ciò che vuoi realizzare, aiutando a conservare il tuo focus sulle attività prioritarie da svolgere.

La mia storia di “parole dell’anno”

Quella che vedi qui rappresentata nella foto è una mia creazione, che uso come centrotavola e che rappresenta l’Anno della pigna d’oro.

Prima di riconoscerlo come strumento di creatività e di crescita personale, avevo usato la parola dell’anno.

Allora un anno mi ero concentrata sulla parola autostima e, quasi per magia avevo messo in pratica tutte azioni che mi aiutavano a rafforzarla.

Poi l’anno successivo Amore e, stranamente, avevo incontrato l’uomo con cui poi sono andata a nozze.

E poi la parola Gratitudine ed è arrivata al pubblicazione del libro (uno dei miei sogni più ambiziosi ) e non l’ho più lasciata.

Se vuoi iniziare, basta veramente poco e ti invito a leggere qui

Naturalmente la parola gratitudine sarà per sempre la mia parola – maestra.

 

Qualunque attività della vita, secondo me, può diventare un rituale di gratitudine: mangiare, camminare, parlare, giocare, scrivere, bere, correre.

 

Quando tutto è un rituale di gratitudine non si ci pensa più:

si sente semplicemente  solo il fatto di essere vivi e di vivere finalmente felici, in armonia con se stessi e con gli altri.

 

Dal momento che  sono giunta al punto in cui ogni attività della vita è un vero e proprio rituale di gratitudine, per quest’anno ho deciso di dedicare la mia attenzione al tema dell’abbondanza.

 

Infatti  mi sono resa conto di avere ancora dei blocchi in tal senso e quindi mi sono resa conto che è arrivato il momento di “lavorare” su questa area di miglioramento.

Dalla parola dell’anno alla definizione dell’anno

Poiché è un tema per me molto delicato, ho capito che avrei dovuto collegarlo a qualcosa che andasse a far vibrare alcune corde particolari.

Così, mentre riflettevo proprio su questa cosa, durante una delle passeggiate della gratitudine in compagnia della mia figlioletta, ad un certo punto è esploso un lampo di genio.

Devi sapere che la piccolina ha manifestato fin da subito un bel caratterino e che quando usciamo in passeggiata tra le altre cose, devo portare con me una sacchetto da destinare ad una delle sue passioni.

Sai qual è?

La raccolta delle pigne.

Lei raccoglie pigne di ogni specie e poi ha i suoi  modi  per farmi capire che devo conservare il suo raccolto.

E ti assicuro che se non lo faccio i suoi modi diventano meno gentili.

Allora quel giorno  del lampo di genio, mi sono chiesta

“qual è il  messaggio che la piccola vuole darmi con questa sua passione?

 

E me lo sono chiesto perché considero i bambini competenti e credo che più piccoli siano e più siano vicini a certe verità e saggezza.

Senza voler scendere adesso nei dettagli della questione, ho dei ricordi molto nitidi di me stessa bambina e di quando esprimevo certi pensieri che secondo gli adulti non erano  considerazione.

E ricordo ancora che mi faceva male questa cosa.

L’anno della pigna d’oro

Vabbè tornando al tema di oggi, quel giorno del lampo, ho deciso di approfondire la questione delle pigne ed ho fatto una ricerca on-line, scoprendo un mondo meraviglioso legato alla “simbologia della pigna”.Anche se esistono alcune espressioni che la legano ad un significato negativo, sono andata oltre.

 

 

Dire ad una persona “sei una pigna” equivale a dirle di essere una persona testarda ed ottusa, dura come una pigna appunto

Poco importa però se nell’antichità, i romani e i greci attribuivano alle pigne un significato di abbondanza e fecondità legati ai sui semi, se  in Sicilia sono tra le opere in ceramica più rappresentate, se in Vaticano è presente una pigna gigantesca.

(Poi ho avuto anche una ultima illuminazione da parte di una cara amica che mi ha parlato della “leggenda del lupino”– ma di questo ti parlo in un altro post, che trovi qui)

Soprattutto se ha un valore così importante per me e per la mia vita da mamma.

Ogni pigna raccolta dalla piccolina è un dono per me, ed io le sono immensamente grata.

Così eccoti svelato il motivo che mi ha condotto a definire il mio 2019

“l’anno della pigna d’oro”.

Solo il collegamento a tutta questa magia e le sensazioni che provo con il colore dell’oro mi fanno sentire sempre più vicina all’abbondanza che si quest’anno si manifesterà anche per me e la mia famiglia.

E tu hai mai provato con una parola dell’anno?

Fammi sapere se la mia storia ti è piaciuta e se ti ha ispirata nella ricerca della tua parola e/o definizione dell’anno.

In ogni caso ti invito a metterci gratitudine e se vuoi iniziare il tuo nuovo cammino, iscriviti liberamente alla newsletter per ricevere anche tu gratis il nuovo “KIT della gratitudine”, composto dal video corso “Gratitudine Lifestyle – 7 giorni in cammino con me”

e dal capitolo strategico del mio primo libro “Dillo con un GRAZIE e sii felice” sul Potere della gratitudine.

Sempre con gratitudine

Anna Katia

 

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