Dal senso di mancanza alla gratitudine. intervista a Rita Podda

Come nasce la scelta di dedicare tanta attenzione alla gratitudine? 

Nasce per una mia vera e proprio esigenza personale.

Mi sembrava che nella mia vita mancasse qualcosa.

In un periodo di tristezza che definirei “immotivata”, sono andata a cercare nel web tutto ciò che di positivo potesse offrirmi.

Mi sono imbattuta nella pubblicità di “Dillo con un grazie e Sii felice”.

Il titolo del libro mi ha incuriosito molto, mi ha attirato, l’ho acquistato subito ma rinviavo sempre la lettura,

Lo portavo sempre con me ma non lo leggevo.

Poi un giorno di blocco forzato, per via di un problema di salute, mentre mi piangevo addosso e giocherellavo con il mio tablet, mi è apparsa la notifica

“Anna Katia di Sessa in diretta”

l’ho seguita e sono rimasta folgorata letteralmente perchè ho trovato nelle sue parole tante risposte alle mie domande.

 Mi sono rivista in certe situazioni e da lì è iniziato il cammino consapevole della gratitudine.

Ho deciso di leggere il libro, ma soprattutto di mettere in pratica ciò che leggevo e ho potuto notare un cambiamento notevole.

Hai ricevuto qualche ispirazione particolare?

Sì, sono molto solare per natura e mi definisco una persona positiva.

Tendenzialmente sono stata da sempre portata a ringraziare, anche se poi mi sono resa conto di farlo in modo molto superficiale.

Ringraziavo solo per le cose che mi piacevano.

Di sicuro, ad esempio,  non ringraziavo per le giornate di pioggia  oppure non ringraziavo per molte cose che  davo per scontate

(come la salute, per il fatto di essere viva sono viva e di respirare, per l’aria, per il posto dove sono nata, per mio marito per i miei figli insomma per tante cose…).

Adesso invece trovo motivo per ringraziare per tutto.

L’ispirazione più tangibile  l’ho avuta quando ho ricevuto in dono La Gardenia.

La vedevo già morta, perchè non ho proprio il pollice verde.

Invece, ho praticato la gratitudine anche verso la piante ed è sempre viva e vegeta e desiderosa di donarmi i suoi fiori.

Qual è il valore aggiunto che la gratitudine ha conferito alla tua vita?

Innanzitutto, la pace interiore che certe volte sento molto forte da non saperla spiegare e poi, di conseguenza

  1.  accrescere la mia autostima, comprendendo che se  voglio prendermi cura degli altri, come a me piace, devo prima prendermi cura di me
  2.  aprirmi ancora di più a vedere sempre il positivo
  3. ringraziare anche quando sembra che non ci sia proprio niente da ringraziare, come tu stessa dici, “ringraziare di che?”
  4. ottenere una grande la felicità che ottieni coltivando la gratitudine quella vera che viene dal cuore.

 Quali sono state le eventuali difficoltà?

Le difficoltà che ho incontrato  credo che sono date dal fatto che ti devi allenare.

Non è che scegli un percorso e, come per magia, sei a posto.

Per superare le resistenze, le paure, gli stati d’animo negativi, la pigrizia, la comodità, tutte cose che appartengono al mio carattere e che in qualche modo intralciano il cammino della gratitudine, occorre molto allenamento.

Qualche volta è sopraggiunto lo scoraggiamento, ma io in questa fase sono stata fortunata ho avuto il tuo supporto e per questo ti sono molto grata.

Poi ho continuato il mio cammino con

  1. il tuo secondo libro

     Il metodo 3T – Scopri l’arte della GRATITUDINE attraverso il potere delle 21 parole

  2. La Sfida delle parole,
  3. la mappa della gratitudine.
  4. Sono strumenti necessari per progredire nella gratitudine ed io mi sono sentita presa per mano in un percorso semplice, concreto, efficace. 

Lo consiglio a tutti, smontiamo la rete neuronale e ricostruiamone una nuova bastano 21 giorni… 

figuriamoci se continuiamo il percorso, quanti benefici ne avremmo???

Cosa pensi delle persone che riescono a coltivare la gratitudine?

Le ammiro, mi arricchiscono, mi fanno crescere, mi invogliano a migliorare, è una grazia… un dono da accogliere per poi trasmetterlo agli altri.

Quanto è importante trasmettere ai bambini questo sentimento è perché? 

È importantissimo trasmetterlo ai bambini, a mio parere, perché loro sono trasparenti, con la loro semplicità.

Poi diventano trasmettitori naturali di gratitudine e contribuiranno a costruire un mondo migliore, anche se, come dici tu, c’è molto da imparare da loro.

Da parte nostra, come genitori e adulti in generale, la cosa più importante è l’esempio,

l’esempio vale più di mille parole,

i mezzi ce ne sono tanti ma forse l’esempio è il più efficace.

Poi sarà uno scambio perché molte volte saranno loro a dare l’esempio a noi.

La tua personale definizione di gratitudine.

La definirei il nutrimento per l’anima perché agisce molto sulla parte interiore  e aggiungerei,

Il cammino verso la felicità.

 

Desidero ringraziare Rita, in modo speciale, per il contributo di condivisione che ha portato negli scorsi mesi nel gruppo Facebook “Dillo con un GRAZIE e sii felice”.

La crescita e la condivisione nella gratitudine sono i due elementi essenziali che lo contraddistinguono.

Se desideri entrare anche tu nel gruppo, per crescere insieme, puoi farlo gratuitamente cliccando sul bottone qui in basso

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